Quando ho saputo della gravidanza di mia sorella è stato un duro colpo.
Come racconto nel mio libro sul mio percorso di PMA, la notizia è arrivata poco prima delle mie beta, che anche questa volta si sono rivelate negative.
Non è stato semplice convivere con la sua gravidanza, con la sua gioia, con quella della mia famiglia.
Perché se da una parte c’era una parte di me sinceramente felice per lei, dall’altra soffrivo.
Non perché lei aspettasse un bambino, ma perché per me sembrava non essere destino.
La gravidanza è trascorsa così. A volte ho preso le distanze, per preservare me stessa. Per non riaprire quella ferita che avevo dentro e che sembrava non rimarginarsi mai.
Quando Mattia è nato pensavo che quelle sofferenze mi avrebbero accompagnata ancora a lungo, che avrei avuto bisogno di tempo e di spazio per convivere con tutto questo.
Poi l’ho conosciuto.
Non appena l’ho visto, lì, il bambino di mia sorella, mi sono emozionata.
“Mia sorella aveva un bambino.”
E quel bambino era mio nipote.
Non avevo realizzato fino in fondo cosa significasse.
L’ho amato dal primo sguardo.
Senza dubbi, senza incertezze. Solo amore.
Avevo paura di non esserne capace, di chiudermi per paura di soffrire.
E invece l’amore è stato più forte.
Non nascondo che qualche volta, mentre lo cullavo o lo tenevo tra le braccia, ho pensato che in fondo anche io sarei stata una buona mamma.
L’infertilità e le emozioni contrastanti
Spesso, durante l’infertilità, ci troviamo a convivere con una molteplicità di emozioni.
Emozioni contrastanti, confuse, che si accavallano e che ci fanno sentire sbagliate, inadeguate.
Più volte, nel corso di quest’anno, mi sono sentita in colpa per ciò che provavo.
Per come reagivo.
Per quella sofferenza che avevo dentro e che sembrava prendere tutto lo spazio.
Poi, anche grazie al percorso fatto con la mia psicologa, ho capito una cosa importante: che emozioni diverse possono convivere.
Che si può amare ed essere felici per qualcuno e, allo stesso tempo, soffrire profondamente.
E che questo non ci rende cattive persone, né meno degne.
Non dobbiamo sentirci inadeguate per ciò che proviamo.
Stiamo solo attraversando qualcosa di difficile, nel modo in cui possiamo.
